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:: SILVANA BUTTERA

RODDA DI PULFERO


Nata nel 1945 a Rodda, Silvana è una donna minuta e determinata che lavora ormai da una vita come operaia nella zona di Cividale.
Curiosa e pronta a confrontarsi con il mondo appena ne ha la possibilità, è tuttavia molto attaccata al suo paese, dove vive in una casa che domina tutta la vallata e da cui si può osservare, nei giorni sereni, tutta la pianura friulana.
Il suo interesse per il legno si manifesta sin da bambina, anche se non le si presenta la concreta possibilità di lavorarlo come desidererebbe. Le necessità del lavoro e le difficoltà che una vita in un paese di montagna allora presentavano, le consentono di trovare finalmente lo spazio per incominciare solo da una decina di anni. Con pochissimi attrezzi autocostruiti, con difficoltà ma anche grande determinazione, riesce a costruire una prima maschera del diavolo. Il legno usato risulta pesante da indossare, tuttavia capisce che può fare di più e di meglio. Si impegna allora a fondo, da autodidatta, a migliorare le sue capacità, sia nella scelta del legno da scolpire che nella dotazione degli attrezzi di lavoro.
Nei primi anni ‘90 ha l’opportunità di partecipare a Tarcento ad un incontro con altri intagliatori di maschere lignee carnevalesche; è quello probabilmente l’ultimo impulso che le serve per proseguire con convinzione nella strada intrapresa.
Modesta e schiva, Silvana realizza le sue maschere con cura e personalità; viene invitata ad esporre i suoi lavori in diverse località della zona: Cividale, S. Pietro, Manzano, Tarcento. Nel 2001 viene invitata in Canada, a Ottawa, per una mostra realizzata dalla comunità beneciana emigrata laggiù, con il contributo della Regione Friuli V.G. e dell’Ambasciata d’Italia.
Il legno che usa normalmente é il tiglio, materiale molto comune nei boschi intorno a Rodda e sicuramente adatto alla realizzazione di maschere leggere per essere indossate durante il “pust”, il carnevale locale ancora grandemente sentito dalla gente.
Usa una tecnica insolita di preparazione del legno: dopo una prima essicatura di qualche mese, lo fa bollire e successivamente asciugare in un luogo buio ed arieggiato; in questo modo riesce ad ottenere una migliore stabilità del materiale, in ogni condizione ambientale.
La lavorazione e la finitura sono accurate; talvolta alla maschera vengono aggiunti tocchi di colore puro - il rosso, il bianco o il nero - che ne sottolineano con efficacia e drammaticità l’espressione. Le maschere di Silvana non passano inosservate: sembrano essere fortemente influenzate da uno spirito magico e misterioso che aleggia nei boschi di Rodda, dietro la cosa dove continua a scolpire i suoi soggetti, con passione e determinazione.

 

 

 

 

 

 

 

 


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