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POMPEO DE PELLEGRIN
FORNESIGHE
-FORNO DI ZOLDO
Nato nel 1968 a Belluno, Pompeo è cresciuto in val Zoldana, a
Forsenighe, dove tuttora risiede e lavora.
La passione per il legno ha origine negli anni della fanciullezza e
il suo sbocco segnato è dunque la scuola per artigiani mobilieri,
prima a Longarone, dove si diploma nel 1985, ed infine a Sedico, dove
si perfeziona.
Si impegna subito assiduamente nel lavoro in un laboratorio di restauro
dei mobili, dove fa valere la sua passione e capacità, ricavandone
in cambio una noteveole esperienza professionale.
Nel 1991 si avvicina all’associazione “Piodech Zoldan”
e con alcuni amici contribuisce a far rivivere l’antica tradizione
locale dei volti lignei carnevaleschi, che si manifestano con forza
nella “Gnaga”, il carnevale tradizionale Zoldano. Pompeo
inizia dunque ad intagliare le maschere di legno, e collabora all’organizzazione
del concorso-rassegna dei “volti lignei dei carnevali di montagna”,
che continua da allora a svolgersi annualmente a Forsenighe, con cresente
successo.
Negli anni successivi ha l’opportunità di far conoscere
i suoi lavori, esponendo assieme ad altri scultori locali le maschere
realizzate in diverse manifestazioni. Tra queste vale la pena di ricordare
che nel 1994 è presente a Dortmund, nell’ambito della settimana
culturale italiana organizzata dalla Provincia di Belluno e dai ministeri
degli esteri Italiano e Tedesco; e nel 1996 espone in una prestigiosa
mostra collettiva di intagliatori di maschere a Belluno.
Grazie a queste occasioni, viene conosciuto ed apprezzato nel mondo
dei collezionisti di maschere; sue opere vengono acquistate nel Triveneto,
in Germania, Portogallo, Brasile, Ecuador.
Il legno che usa normalmente é il cirmolo, materiale principe
nelle sculture lignee delle zone dolomitiche; non disdegna però
certamente altre essenze come il tiglio, un altro legno usato frequentemente
nella scultura, per la sua lavorabilità, compattezza e leggerezza.
La lavorazione e la finitura delle sue maschere sono accurate e spesso
dipinte con colori leggeri che lasciano vedere la struttura e venatura
del legno. Va sottolineata la particolarità dei suoi soggetti,
che non si limitano alla riproduzione dei modelli tradizionali della
“Gnaga”, ma cercano spesso di cogliere nel volto intagliato
con notevole efficacia e qualità significati e motivi che vanno
ben oltre la prima apparenza. L’uso di protuberanze e particolari
“aggiunte” al viso ne danno infatti una lettura ironica
e talvolta sarcastica, e fanno certamente riflettere e divertire l’osservatore
ben al di là di una consueta e semplice occhiata.


