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LUIGI REVELANT
LONERIACCO
DI TARCENTO
Nato nel 1951,
si diploma all’Istituto Tecnico “Malignani” ed intraprende
l’attività di tecnico elettronico, attività che
lo conduce spesso a viaggiare in vari paesi del mondo e a soggiornare
per alcuni anni fuori dal Friuli.
Ed è proprio rientrando da un periodo all’estero
che “scopre” i ”tomâts”, esposti nel prefabbricato
che accoglie dopo il terremoto la riapertura della biblioteca di Tarcento.
Dopo alcuni anni si ristabilisce nel comune, a Loneriacco, ed inizia
la ricerca delle tracce allora labili delle maschere lignee tradizionali
della zona. Poco per volta ne ricostruisce il percorso, rintracciando
i nomi degli antichi autori e conoscendo gli ultimi intagliatori ancora
attivi nei paesi della Riviera.
Alla fine degli
anni ‘80 promuove alcune mostre sia in ambito locale che fuori
regione, compresa una significativa ed ampia rassegna in una galleria
d’arte a Milano.
Negli anni ‘90 realizza una iniziativa coltivata da tempo: un
simposio di scultura di maschere lignee carnevalesche, al quale invita
autori provenienti da varie regioni dell’arco alpino orientale.
Per tre anni consecutivi, nel periodo epifanico, Tarcento è sede
di questa manifestazione, che fa conoscere antiche tradizioni culturali
e riceve sostegno finanziario da importanti realtà locali nonchè
il patrocinio di Comune, Provincia e Regione Friuli Venezia Giulia.
I rapporti instaurati in quegli anni con gli autori tarcentini dei “tomâts”
valgono come stimolo ad iniziare lui stesso a scolpire le maschere;
dapprima con meno frequenza, poi con crescente convinzione ed entusiasmo.
Accanto all’aspetto creativo, privilegia anche la originale destinazione
di questi manufatti: insiste infatti con alcuni gruppi locali per riprendere
gli “strîts”, un tempo popolari scenette satiriche
proposte a carnevale da gruppi di mascherati, in particolare nelle frazioni
alte e della Riviera.
Caratteristiche essenziali della sua non vasta produzione sono da un
lato l’attenzione particolare alla vestibilità e alla leggerezza,
dall’altro la cura della finitura superficiale, di preferenza
lasciata al raffinato gioco delle sgorbie ed alla colorazione suggestiva.
I soggetti sono in prevalenza di ispirazione grottesca o caricaturale,
per sottolineare con forza come la loro destinazione sia quella dell’uso
negli “strîts”, piuttosto che le pareti delle abitazioni.




